Si avvicina l’infausta ora del referendum britannico sulla ‘BrExit’ – ovvero l’uscita dai Trattati dell’Unione Europea - e come ogni speculazione che si rispetti, è utile partire dai fondamentali e ricordare che la consultazione popolare non ha valenza costituzionale.

Sarà dura per quello stratega improvvisato del Primo Ministro D. Cameron evitare il caos politico, incassando il responso a favore del ‘Leave’ cioè dell’uscita, senza poi riuscire a convincere le camere di Westmister a votare effettivamente una legge di rango supremo che sancisca l’esito.

Una lezione sola dovremmo tenere sempre nella nostra mente: il 27 gennaio non è nato per gli ebrei, per gli “zingari”, per gli omosessuali, per i disabili, per i testimoni sopravvissuti ad Auschwitz, ma per tutto il resto di quella maggioranza di persone che osservò indifferente.

Piccoli, poco o per niente organizzati, con poche sedi oppure una sola. La loro esistenza e la loro dimensione sono talvolta legate alla presenza di personalità nazionali e locali in grado di massimizzare il proprio “capitale sociale” disponibile.

Due anni fa a Prato avveniva una delle tragedie più terribili degli ultimi anni. La morte di sette operai cinesi carbonizzati vivi in una fabbrica del Macrolotto rappresenta ancora oggi uno spartiacque fra civiltà e barbarie